Ultime foto inviate da padre Martini dell’asilo Hembahemba

Come si può notare i lavori vanno avanti, (anche senza di noi causa Covid 19), con tinteggiatura, dipinti , arredi, cisterne per il recupero delle acque e bagni.

Il giorno 2 ottobre andrà una Commissione della Provincia per dare i permessi e fare gli ultimi ritocchi.

Tutto questo per l’apertura del prossimo anno scolastico che avverrà metà gennaio 2021.

Costruzione cisterna per recupero delle acque

Costruzione bagni per alunni

Tinteggiatura , dipinti, arredo aula

Cronache da Itololo

Viaggio a Itololo dal 7 al 21 Febbraio 2020 – Dr. Franco Lelli e Sergio Papini.

Dal 7 al 21 di Febbraio siamo volati ad Itololo in Tanzania per una nuova missione. All’aeroporto del Kilimangiaro ci siamo uniti con 4 amici del fantastico gruppo “Amici di Padre Riccardo”. Loro avevano compiti di edilizia, idraulica e impiantistica elettrica, noi quello di ruolo sanitario. Abbiamo fatto una sosta al seminario dei Passionisti ad Arusha, durante la quale abbiamo provveduto all’acquisto di generi alimentari, di un frigorifero e una stufa economica a gas per la nuova casa del volontario; dopodiché siamo partiti per l’ospedale di Itololo.

Abbiamo trovato l’ospedale in ottimo stato, ben mantenuto anche se ancora non è tutto attivato. Subito i nostri amici bresciani hanno iniziato le opere edilizie ed elettriche e sono state collegate sia la nuova radiologia che gli ambulatori all’impianto fotovoltaico da 10 KW, dotato anche di batterie di accumulo. Si riesce così a garantire anche una buona continuità ai frigoriferi ed all’impianto di condizionamento della farmacia. Adesso la radiologia è pienamente funzionante. Abbiamo effettuato sia interventi chirurgici come tagli cesari, di cui uno in urgenza per eclampsia da cui è nata una bella bambina di 1050 gr che fortunatamente sta bene ma anche interventi di chirurgia generale tra cui un enorme lipoma della spalla di un giovane che è stato contentissimo di liberarsi di quell’enorme fardello. Ma la cosa più importante che abbiamo fatto è stata quella di preoccuparci di far partire il progetto del nuovo reparto di dialisi. Pensate che la dialisi in Tanzania viene fatta solo in tre città la più vicina delle quali è a 4 – 5 ore di automolbile, condizioni stradali permettendo! Abbiamo fatto ad Itololo la prima riunione con i responsabili della società Anudha Limited che si occupa di dialisi in Tanzania, i medici locali, il direttore dell’ospedale padre Priscus Massawe e due medici esterni di cui uno dovrebbe effettuare le fistole artero-venose. Abbiamo esaminato il preventivo e trovata la localizzazione più adatta per la dialisi dei nuovi locali nell’ospedale. La parte più complessa è stata poi l’incontro con le autorità governative di Kondoa.

Prima abbiamo parlato con il responsabile medico del distretto di Kondoa che ci ha autorizzato a partire con tre letti di dialisi (uno per pazienti HIV positivi, uno per pazienti con epatite ed uno per non infettivi) ed era contentissimo di questo progetto per garantire un futuro a tante persone con problemi di funzionalità renale. Ha garantito che appena iniziamo i lavori, manderà un medico ed un infermiera all’università di Dodoma per imparare a seguire i pazienti dializzati. Poi abbiamo incontrato il responsabile governativo locale che è rimasto molto compiaciuto di questo progetto e ci ha promesso una nuova e migliore viabilità per raggiungere l’ospedale. I lavori erano già in corso quando siamo partiti. Infine abbiamo incontrato il Vescovo Bernardino Mfumbusa della diocesi di Kondoa che si è mostrato da subito molto interessato al progetto dialisi. Gli abbiamo chiesto un aiuto per avere internet in ospedale così da poterlo utilizzare sia per la diagnosi a distanza sia per motivi di studi dei medici ed infermieri , oltre che ai volontari, che si troveranno ad Itololo. Prontamente ha risolto il problema chiamando dei tecnici che ci hanno garantito, tra l’altro con una spesa relativamente bassa, la fornitura di un servizio internet. Abbiamo poi avuto un incontro con il responsabile per la Tanzania della Onlus Oikos, un Italiano, Giorgio Colombo, che si occupa di “water program”. E’ venuto a vedere l’ospedale di Itololo e ci ha promesso un intervento per migliorare la quantità e la qualità dell’acqua sia per l’ospedale che per il paese di Itololo. Alla fine di questa breve ma intensa missione a Itololo, siamo tornati in Italia ed abbiamo trovato il coronavirus …. ma insieme supereremo anche questa emergenza.

Un caloroso saluto a tutti i nostri sostenitori, i vostri Franco e Sergio.

Il quartiere della Marchionna più sicuro

Da giovedì 30 gennaio 2020, nel quartiere della Marchionna è stato installato il defibrillatore donato dall’ associazione Pole pole …piano piano Arezzo in memoria di Pietro Bruni e Filippo Bagni ( due impiegati deceduti all’archivio di stato ) e di tutte le persone decedute sul lavoro.

A spiegare le motivazioni del dono del defibrillatore il presidente Romeo Maestrini, abbiamo un debito di riconoscenza, sono anni che organizzano un mercatino per aiutare la nostra associazione dandoci fondi per l’attività umanitaria in Africa.

A scoprire la targa e benedirla è stato Don Ivan parroco di Ss. Pietro e Paolo circondato da numerosi abitanti del quartiere, erano presenti anche le vedove Anna Basagni e Monica Bruni che hanno ringraziato il presidente Romeo e l’associazione.

L’0spedale di Itololo

I Padri Passionisti e le Suore d’Ivrea fondarono il dispensario di Itololo nel 1966.
Il dispensario aveva solo due edifici: uno era destinato ai servizi sanitari e l’altro era destinato alla residenza delle suore.
All’inizio, il dispensario di Itololo servi’ 47 villaggi con una popolazione di circa 68.000 persone.
L’ospedale di riferimento era situato a Kondoa, a circa 60 km. e le strade da Itololo all’ospedale di Kondoa erano molto accidentate e rocciose ed erano necessarie dalle tre alle quattro ore per raggiungerlo; per questo motivo molte persone morivano durante i trasferimenti.
Nel 2008 i Padri Passionisti tanzaniani siglarono un accordo col governo per la realizzazione di un “Health Center” a Itololo; in occasione di un soggiorno di volontari nel mese di agosto 2008 presso la missione di Itiso, Padre Riccardo propose di fare un sopralluogo nella missione di Itololo per verificare la possibilità di iniziare insieme all’Associazione Amici di Padre Riccardo e al Gruppo Alpini Palazzolo la costruzione di questo nuovo Health Center.
La risposta dei 2 sodalizi fu da subito positiva ed entusiasta: si cominciarono a raccogliere fondi da destinare al progetto e nel mese di agosto 2011 un buon gruppo di volontari delle 2 Associazioni poterono svolgere lavori di muratura e tinteggiatura nelle sede del nuovo Health Center: nella struttura già esistente, che una volta ospitava le suore di Ivrea, vennero ricavate la Maternità con annessa sala parto e ambulatori per le visite, la Chirurgia con le relative stanze di degenza, una sala per il Primo Soccorso e gli spogliatoi per il personale.
Per il buon funzionamento dell’Healt Center fu provvidenziale la chiusura degli Ospedali Riuniti di Bergamo, che si trasferirono nella nuova struttura dell’Ospedale Giovanni XXIII° e resero disponibili per associazioni di volontariato molte attrezzature in ottime condizioni: l’Associazione Amici di Padre Riccardo si aggiudicò l’attrezzatura completa per una sala operatoria, alcuni ecografi, numerosissimi letti e comodini, armadietti e tanto altro materiale sanitario.

La stretta collaborazione con il Gruppo Alpini di Palazzolo permise di gestire non solo la logistica per il ritiro e la spedizione di tutto il materiale, ma diede anche la possibilità di organizzare cene, concerti, camminate ed altre manifestazioni per la raccolta fondi.
Nell’arco di 8 anni è stata possibile la realizzazione di queste nuove strutture:

  • Pediatria, con la possibilità di ospitare le mamme insieme ai neonati o bambini che abbiano problemi
  • Medicina, con la possibilità di essere ricoverati, oltre che nei reparti comuni, anche in stanze private a pagamento
  • Sistemazione di alcuni locali del vecchio dispensario per la realizzazione di un nuovo magazzino della farmacia, con un posizionamento più logico dei medicinali
  • Sistemazione di alcuni locali del vecchio dispensario per la realizzazione di un nuovo laboratorio di analisi
  • Realizzazione di un Reparto radiologia, con efficienti attrezzature acquistate in Italia
  • Realizzazione di una nuova Lavanderia
  • Realizzazione di un locale obitorio con 2 loculi refrigerati acquistati in Italia
  • Realizzazione di un nuovo inceneritore
  • Trasformazione di un vecchio magazzino in Aula Magna per l’istruzione e l’aggiornamento del personale
  • Sistemazione di alcuni vecchi stabili per la realizzazione di appartamenti per il personale dell’ospedale
  • Realizzazione di un nuovo pozzo per il potenziamento della rete idrica dell’ospedale
  • Potenziamento, messa in sicurezza e stabilizzazione della rete elettrica, con l’impianto di pannelli solari per 10 Kw, grazie all’offerta di un benefattore

Il servizio offerto con competenza e la posizione strategica hanno fatto si’ che il governo tanzaniano chiedesse il passaggio dell’Health Center a Ospedale Provinciale.
Oggi l’ospedale di Itololo serve 47 villaggi con un bacino di utenza di 116.000 persone.
Trovandosi l’ospedale ai margini della Maasai Steppe, oltre ai residenti nei 47 villaggi, molte persone, specialmente Mang‘ati e Massai, arrivano per ricevere cure ed assistenza.
Nell’arco degli anni la collaborazione fra Associazione Amici di Padre Riccardo e Gruppo Alpini Palazzolo ha permesso di fare arrivare ogni anno a Itololo numerosi gruppi di volontari che svolgono lavori di vario genere, affiancando i lavoratori locali.
Dal 2017 è iniziata una strettissima collaborazione con l’Associazione Pole Pole onlus di Arezzo, che oltre ad aver donato materiale e parecchie attrezzature sanitarie, ha dato la possibilità nel mese di dicembre 2018 a 2 medici (il dott. Franco Lelli, ginecologo e il dott. Ivano Archinucci, pneumologo) di recarsi ad Itololo per operare ed istruire il personale locale.
E’ previsto che questa collaborazione continui con l’invio sul posto di altri medici negli anni a venire.
Il prossimi 2 obiettivi sono il potenziamento del laboratorio di analisi e la realizzazione di un Reparto Dialisi.

Progetto per la costruzione di un asilo nel villaggio di Hembahemba ( Distr. Di Kongwa, Reg. Di Dodoma , Tanzania )

HEMBAHEMBA è un villaggio nei pressi di Kibaigwa (distante circa
15 km) con più di 4000 abitanti,che dal lontano anno 1990 è servito pastoralmente dalla parrocchia di Mlali.
Più di 2500 dei residenti sono cattolici e meritavano di essere una
Parrocchia, ma per motivi vari il Vescovo Mons. Matthias nel 1998
dichiarò KIBAIGWA capoluogo e parrocchia.
Ebbene gli abitanti di Hembahemba hanno atteso,con grande
pazienza e fiducia nel Signore, fino al 24 Settembre 2017,questo evento. Infatti nella Messa Solenne di questo giorno il Vescovo Mons. Beatus ha dichiarato HEMBAHEMBA parrocchia e nominato il nuovo parroco (un Cappuccino Tanzaniano).
Non potete immaginare la loro gioia espressa in canti , danze e
ringraziamenti al Vescovo!!!!
La parrocchia può vantare una bella Chiesa ,costruita tanti anni fa e ristrutturata  più volte, abbellita per questa occasione
Da circa due anni la comunità dei Cristiani ha costruito l’abitazione per il Parroco,non ancora ultimata in maniera completa ) mancano ancora alcuni locali).
Il villaggio è dotato sia di corrente elettrica, che di acqua,(seppur non sufficiente per le esigenze attuali) di una scuola elementare e una scuola superiore.
Non è presente un asilo ,propedeutico per la scuola elementare, che possa ricevere i numerosi bambini del luogo.
Per questo motivo i genitori e le autorità del villaggio insieme al nuovo
parroco hanno chiesto all’Associazione Pole pole Arezzo onlus, un aiuto per la realizzazione di due aule con servizi, un magazzino e una cucina.
Il portavoce di questa iniziativa è Padre Fabiano Cutini, sacerdote cappuccino originario di Arezzo missionario in Tanzania da oltre 40 anni,recentemente rientrato in Italia e promotore del progetto.
Abbiamo collaborato con lui sostenendo le sue iniziative in particolare per la scuola “St Pio High School” da lui fondata e gestita fino a qualche anno fa.
A padre Fabiano non si poteva dire di no così nel gennaio 2018 il presidente Maestrini e altri tre volontari ,oltre lo stesso padre Fabiano si sono recati in Tanzania nel villaggio di Hembahemba per dare inizio ai lavori prevsiti.
Come prima opera è stato realizzato un muro di recinzione e contenimento delle acque,provenienti dai terreni limitrofi,dopodiché sono state iniziate le fondamenta dell’ edificio e la costruzione dell’asilo e della cucina.
Abbiamo trovato una grande collaborazione da parte degli abitanti del villaggio,i quali hanno nominato un comitato di dieci persone, stabilito dove costruire l’asilo ,assumendosi il compito di controllare l’evoluzione dei lavori , che gli stessi procedessero in maniera costante
Anche le donne del paese sono state sempre presenti , prestando una copiosa e fattiva collaborazione( a loro il compito di bagnare i mattoni, tenere pulita l’area di lavoro , portare il legname ecc…).
Verso la fine del gennaio 2019 ci siamo recati di nuovo a Hembahemba con l’intento di proseguire ulteriormente i lavori previsti nel progetto.
In questo periodo sono stati completati gli intonaci, poste in opera le grate alle finestre,realizzata la controsoffittatura dell’asilo, provveduto alla copertura dell’ edificio, eseguiti i getti dei pavimenti della zona “amministrazione”,inoltre si è provveduto al completamento della cucina con intonaci scaffali porte e tinteggiatura
Tutta l’area esterna è stata completamente recintata
Il programma prevede l’inaugurazione della scuola con l’inizio del nuovo anno scolastico che in Tanzania coincide con i primi di gennaio.